È una tradizione millenaria quella del cotto, risultato della sottile alchimia tra acqua, terra e fuoco. Ed è in accordo con un savoir-faire che si è tramandato intatto nel tempo che la Fornace Brioni a Gonzaga - piccolo centro ricco di storia e cultura rinascimentale nella pianura mantovana - lavora il cotto esclusivamente a mano utilizzando le migliori argille provenienti dalla lenta sedimentazione della golena del Po.

Nata nel 1920 dall’acquisizione del cosiddetto “Fornacione” (che alcuni documenti situano laddove si trova tutt’ora già nel 1883) l’azienda è giunta oggi alla quarta generazione con Alessio e Alberto Brioni i quali, mantenendo saldo il legame con il passato, guardano ora al futuro del cotto. Già leader nelle ristrutturazioni di pavimenti storici, sempre più Fornace Brioni è infatti impegnata nella ricerca e nello sviluppo delle possibilità di questo materiale che realizza in svariate versioni - dal cotto omogeneo al variegato fino agli smaltati, dai rossi e i rosati sino alle versioni in grigio e nero elaborate per venire incontro al gusto contemporaneo. È proprio nella prospettiva di un’evoluzione che i fratelli Brioni hanno chiamato, a partire dal 2017, l'architetto Cristina Celestino alla direzione creativa del marchio.